QUELLI CHE CREDONO CHE LA DISLESSIA NON ESISTA…

Un paio di settimane fa uno studente dislessico a cui faccio ripetizioni di matematica e fisica mi ha raccontato che la sua professoressa di psicologia ha affermato, di fronte a tutta la classe, che la dislessia non esiste e che chi dice di essere dislessico in realtà è solo svogliato. Voglio andare oltre l’indignazione del momento, determinata in primis dal fatto di essere io stessa dislessica e discalculica, in seconda battuta dall’assurdità di una simile affermazione (l’equazione dislessico=svogliato non ha alcun fondamento logico poichè i dislessici non sono tutti uguali: esistono dislessici svogliati e dislessici diligenti) e infine dall’inopportunità di … Continue reading

DISPENSARE DALLA LETTURA?

Secondo la legge 170 del 2010 gli studenti dislessici hanno diritto a due tipi di aiuti: quelli compensativi e quelli dispensativi. Gli aiuti compensativi, come dice la parola stessa, hanno la funzione di compensare una particolare difficoltà in modo da mettere l’allievo dislessico in condizione di raggiungere gli stessi obiettivi degli altri. Un esempio di aiuto compensativo è la calcolatrice: con questo strumento i discalculici possono svolgere le stesse prove degli altri, compensando la loro difficoltà nell’esecuzione dei calcoli. Anche il computer è uno strumento compensativo: quando si scrivere un tema al computer la traccia non viene modificata, ma chi … Continue reading

DISLESSIA, DISGRAFIA, DISCALCULIA, DISORTOGRAFIA… DISINFORMAZIONE

“La prof. di arte mi ha dato un libro per dislessici.” “Ah, bene! E’ stata gentile…” “Si, ma io non lo voglio usare. Studio su quello normale.” “E perché non vuoi usarlo?” “Perché sono dislessica, non cieca. E nemmeno stupida.” Questa conversazione, avvenuta tra me e una mia allieva dislessica che frequenta le scuole medie, è stata seguita dall’apertura da parte mia di un libro di testo di arte, prestato da una gentile e premurosa insegnante che, sapendo di avere in classe un’allieva dislessica, ha cercato di aiutarla dandole un libro studiato appositamente per dislessici da una delle più famose … Continue reading

L’IMPORTANZA DELL’AUTOSTIMA

La diagnosi di dislessia arriva spesso dopo una lunga serie di difficoltà scolastiche ed è il preludio di un cammino lungo e difficile, il cui esito non è affatto scontato. Molti bambini dislessici, sostenuti dalla famiglia e dalla scuola, fanno del loro meglio, studiano, superano le loro difficoltà e una volta diventati adulti si laureano senza alcun problema. Ma è inutile nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che sia così per tutti: altri dislessici vengono abbandonati a se stessi, promossi nella scuola dell’obbligo in virtù del loro certificato nonostante non abbiano imparato nulla e infine bocciati all’università … Continue reading

PERCHE’ LA DISLESSIA SEMBRA ESSERE IN AUMENTO?

Fino a quindici anni fa in Italia quasi nessuno sapeva cosa fosse la dislessia. Eppure i dislessici esistevano, così come i discalculici, i disgrafici, i disortografici e tutte quelle altre parole che iniziano con dis. Sarebbe infatti irragionevole pensare che la dislessia sia comparsa dal nulla quindici anni fa solo perché ha cominciato ad essere diagnosticata. Quando si è cominciato a parlare di dislessia e ad effettuare le prime diagnosi, il problema è venuto alla luce. E’ quindi naturale che nei primi anni ci sia stato un aumento esponenziale dei casi di dislessia diagnosticata, che non ha nulla a che … Continue reading

AIUTARE UN BAMBINO DISLESSICO

La storia di quasi tutti i bambini dislessici inizia durante i primi anni delle scuole elementari quando i genitori si accorgono che il proprio figlio non impara come tutti gli altri. I suoi compagni leggono, scrivono e fanno i primi conti; lui perde il segno, balbetta le sillabe, confonde le lettere dell’alfabeto, scambia la posizione dei numeri, sbaglia semplici somme e fa fatica a studiare. A volte purtroppo questi problemi vengono scambiati per qualcosa di diverso dalla dislessia: distrazione, pigrizia, svogliatezza, scarsa capacità di concentrazione. Così insegnanti e genitori si convincono che sia utile, per il bene del bambino, sgridarlo, … Continue reading