IL DISTURBO DELL’ATTENZIONE E IL GIOCO DELLE “CARTE STOP”

Molti bambini e adolescenti lottano tutti i giorni contro un problema, chiamato genericamente “disturbo dell’attenzione”. Come dice la parola stessa, questo problema ha come manifestazione primaria un’estrema difficoltà nel mantenere la concentrazione. Nei bambini spesso il disturbo dell’attenzione è accompagnato da iperattività: il bambino fa fatica a stare seduto, parla in continuazione, è distratto e non finisce ciò che inizia. Le cause dei disturbi di attenzione sono diverse, ma gli esiti spesso sono simili: scarso rendimento scolastico, difficoltà di socializzazione con i compagni, bassa autostima dovuta spesso ai continui rimproveri degli insegnanti e dei genitori.

Chiunque abbia fatto fare i compiti, anche solo una volta nella vita, ad un bambino con un disturbo di attenzione sa bene quanto sia snervante e quanta pazienza ci voglia per non arrabbiarsi. Un esercizio che richiede 10 minuti viene svolto in un’ora e mezza perché il bambino si distrae per ogni cosa, all’improvviso si mette a raccontare un fatto che gli è capitato a scuola, fa domande su argomenti che non c’entrano nulla con l’esercizio, di punto in bianco si alza e prende un gioco.

A discolpa del bambino, bisogna dire che non lo fa apposta e molto spesso non se ne rende nemmeno conto.

A discolpa degli adulti, che decidono di usare la forza per fargli finire i compiti, bisogna dire che anche un santo perderebbe la pazienza dopo un’ora con un bambino iperattivo.

Cosa fare allora?

Oggi vi propongo un gioco che aiuta il bambino a prendere coscienza del suo problema e a sviluppare delle strategie personali per contrastarlo. Si chiama “gioco delle Carte Stop”.

Una Carta Stop è fatta più o meno così:

carta stop

Potete costruire le vostre, a mano o al computer. Oppure potete copiare queste, stamparle e plastificarle.

Il loro utilizzo è semplice. Per prima cosa armatevi di pazienza (ne serve sempre tanta). Poi consegnate al bambino 5 Carte Stop e spiegategli che può giocarle in qualsiasi momento mentre fate i compiti. Se il bambino gioca una Carta Stop ha diritto ad interrompere quello che sta facendo senza dare spiegazioni. In quel caso voi lo ascolterete se vuole parlare e lo lascerete alzare se ne ha bisogno. L’interruzione dura 5 minuti e poi bisogna riprendere i compiti.
Alla fine dei compiti, se al bambino sono avanzate delle Carte Stop, può convertirle in 5 minuti di gioco. Giocate insieme a lui o dategli qualcosa che gli concedete di rado. Il gioco alla fine dei compiti deve essere un premio ambito…

All’inizio il bambino non sarà consapevole della sua distrazione e non giocherà la Carta Stop: sarete voi a fargli notare (con la massima comprensione e senza sgridarlo) che si è distratto e che, se vuole interrompere, deve giocare una Carta Stop, altrimenti per regolamento bisogna continuare a fare i compiti.

Questo gioco ha tre scopi: il più immediato è quello di finire i compiti in un tempo ragionevole senza usare la violenza e senza traumatizzare il bambino; il secondo è quello di fargli acquisire consapevolezza del problema senza farlo sentire in colpa. Il terzo, e forse il più importante, è quello di far sviluppare al bambino delle strategie per resistere alla tentazione di interrompere e per portare a termine i propri compiti: sarà lui a scegliere di volta in volta, se cedere ai propri impulsi e soddisfare il desiderio del momento, o fare un sacrificio e avere il premio finale. L’importante è che la scelta sia sua. Una volta stabilite le regole del gioco (che devono essere ben chiare al bambino) non dovrete in alcun modo influenzarlo. Se vuole giocare tutte le carte subito, una dietro l’altra, lasciateglielo fare: quando le avrà finite, ad ogni interruzione fategli notare che non ha più carte e che la prossima volta conviene che le utilizzi con maggiore attenzione. Magari la prima volta, se il bambino è molto piccolo, potete dargli una carta extra se le ha finite subito, ma solo la prima volta. Spiegategli che si tratta dell’eccezione che conferma la regola. Piano piano imparerà a gestire meglio le carte e metterà in atto delle strategie per resistere alla tentazione di giocarle tutte.

Non aspettatevi miracoli: i disturbi dell’attenzione, soprattutto quando hanno una causa neurologica, non si risolvono facilmente e richiedono l’intervento di medici specializzati. Tuttavia questo gioco potrebbe essere un valido aiuto per tutti quei genitori disperati che ogni giorno mettono a dura prova i propri nervi per far studiare i figli.

CC BY-NC 4.0
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License.

Aggiungi ai preferiti : permalink.

Rispondi